Frammenti di me...

va dove ti porta il cuore e non cercare di fermare ogni volo d'anima che hai






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il mercante di sogni


venerdì, 16 gennaio 2009

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...INVERNO...

 F.De andrè

…ritrovarsi qui..su queste pagine un po’ silenziose che “parlano”...di me… ho lasciato un pezzo di cuore..voli d’anima…sensazioni, emozioni, vibrazioni…sempre..torno a scrivere qui, dopo tempo, quel tempo che mi è servito per meditare, capire, crescere..chissà se ci sono riuscita…torno a scrivere per me soltanto..come sempre scrivo…scrivo… arrivando con passi felpati..avvolta dal silenzio che si riflette nelle mie stanze nelle quali filtra dalle persiane una luce opaca ma che mi permette di distinguere i colori..di ascoltare il silenzio di questa coltre di neve…che sa essere calda ed avvolgente come un mantello morbido…e gelata e fredda…o che semplicemente mi permette di distinguere..alcune cose stanno andando al loro posto…nel qui ed ora…sembra…altre ci andranno…!non me ne preoccupo..riscopro la città, i locali che mi trasmettono sensazioni e vibrazioni...come a dire…sono a casa…vedi che riesci a vivere…non è difficile… sono qui e vivo…pienamente ogni attimo come ad aspettare qualcosa che la vita mi deve…ogni giorno madre terra mi regala meraviglie…ed io se “ascolto, sento”…con ogni mio poro le vibrazioni che gli istanti magici mi donano…nell’infinitamente piccolo...respiro,chiudo gli occhi e vado avanti…respiro ascolto il silenzio…i ricordi  hanno il loro posto, sono li come sospesi  chiusi in un baule…nel mio cuore…nella mia anima… ed a volte riapro per regalarmi un sorriso e la tenerezza che rappresentano…piccole sfumature che si distinguono senza rancori resta l'affetto per ciò che è stato e che non si cancella…cercando la felicità, la serenità, la libertà...mi ascolto...respiro…ascolto con ogni mio senso…le cose, ho imparato, iniziano quasi per caso ed io riparto da qui…nel mio cuore e nella mia anima…dentro di me…ascoltando…respirando…meditando…vivendo l’inverno…  

…di cosa è fatto il mio corpo? i miei occhi profondi riescono a vibrare l’anima …
la mia voce silenziosa, comprensiva, vicina parla a volte ferendomi…
...ed allora il mio sguardo  entra in pena…si piango…
 guardo il mio cuore…lo vedo muoversi…l’ascolto…
sotto il mio cuore pieno, pieno di tutto quello che mi hanno donato…
perché da quando respiro ho accumulato
lì dentro tutto il bene  tutte le delusioni,batte…ascolto la sua voce…

 per richiamare le mie emozioni
nascoste, perse, desiderose di rinascere assieme a vibrazioni e sensazioni…

 metto le mani sul seno ne sento il calore
mi stringo nelle spalle…l’odore della mia pelle mi avvolge…
si, capisco che il mio corpo è fatto di realtà…
accarezzo, ascolto, sento, vivo, vibro,amo...il mondo intero davanti a me…
voglio un tocco, un respiro, un battito,
un soffio sulla pelle,una melodia tutta mia…una carezza alle nostre anime…
un gioco complice,un sorriso da regalare…
voglio innamorarmi di questo corpo, si, devo amarmi…ma guardo ancora il petto

il cuore…rallenta la tua corsa verso il nulla…

 cuore mio…io ti seguirò…ascoltandoti…senza fermare ogni volo d’anima…

<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<

"E come posso sapere chi è l'Altra Parte di me?
- Correndo dei rischi. Correndo il rischio del fallimento, delle delusioni, delle disillusioni, ma non cessando mai di cercare l'Amore. Chi persevererà nella ricerca, trionferà.
- Possiamo incontrare più di un'Altra Parte di noi in ogni vita?
Si, pensò Wicca, con una certa amarezza. E quando ciò accade, il cuore si ritrova diviso e il risultato è dolore e sofferenza" [...]

"Dobbiamo reputarci responsabili dell'intera Terra, poiché ignoriamo dove si trovano le Altre Parti che siamo stati sin dall'inizio dei tempi. Se esse staranno bene, saremo felici. Se staranno male, soffriremo - ancorché inconsapevolmente - una parte del loro dolore. Ma, soprattutto, noi abbiamo l'obbligo di ricongiungerci, almeno una volta in ogni incarnazione con l'Altra parte giacchè, sicuramente, la incontreremo lungo il nostro cammino, magari solo per qualche istante.
In qualsiasi caso, quegli attimi racchiuderanno un amore così intenso da giustificare il resto della nostra esistenza" [...]

"Quando sei arrivata, ho capito tutto. Eri lì per affrancarmi dalla schiavitù che avevo creato per me stesso, per dirmi che ero libero. In ogni minuti dell'esistenza, rammenterò sempre che l'Amore è Libertà" [...]

"Mi ricorderò di te per tutta la vita, e tu ti ricorderai di me. Proprio come ci ricorderemo dei crepuscoli, delle finestre bagnate di pioggia, delle cose che porteremo sempre con noi perchè non possiamo possederle"

 BRIDA - P.Coelho

…certi amori…arrivano come le tempeste di vento, ti sradicano da te stessa e ti portano via… hanno il colore della follia e la passione del tango. Hanno colonne sonore di sottofondo ed angeli e diavoli che passeggiano sul letto… certi amori sono le ultime scommesse, la posta sei tu con l'ingombrante bagaglio di una vita precedente, certi amori non ti scaldano il cuore, partono dallo stomaco e ti inquinano il sangue. Nascono per volere di un Dio minore che non ti sosterrà e non vigilerà su di te, nessuna cautela e nessuna attenzione...certi amori ti lasciano infranta, ti abbandonano all'alba… cosa importa se quella era tutta la tua vita e rappresentava il cassetto dove avevi nascosto i tuoi desideri?certi amori, sono come un  paracadute che non si apre, sono fiori a cui sbocciano solo le foglie, sono desideri profondi per realizzare visioni di te...

 

…altri amori, invece, si costruiscono dal basso… crescono come le piante e si nutrono della luce laboriosa del giorno. Si chiamano sacrificio, lealtà, sicurezza, libertà... quando arriva l'inverno, sanno coprirti come una calda e vecchia coperta di lana, ti proteggono dal freddo di te stessa e ti tutelano dalle tue tempeste… sono porti sicuri, nidi caldi e accoglienti dove non volano aquile voraci.. certi amori hanno la A maiuscola e si coniugano con esigenze della vita e si legano con mille tralci alle piante che cresceranno intorno a te…

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martedì, 23 dicembre 2008

…Natale…

 

Caro Bambino,

ora che di nuovo nasci sulla Terra, ti voglio avvisare:

 

Non nascere nella cristiana Europa:

ti metterebbero solo, solo davanti alla TV

riempiendoti di pop corn

e merendine e ti educherebbero ad essere competitivo,

uomo di potere e di successo,

a essere un “lupo” per altri bambini

semmai africani, latinoamericani o asiatici.

Tu che sei l’Agnello mite del servizio.

 

Non nascere nel cristiano Nord America:

ti insegnerebbero che sei superiore agli altri bambini, che il tempo

è denaro, che tutto può essere ridotto a business, anche la natura,

che ogni uomo “ha un prezzo” e tutti possono essere comprati e corrotti,

e ti eserciterebbero a sparar missili e a fare embarghi

che tolgono cibo e medicine ad altri bambini.

Tu sei il Principe della Pace.

 

Evita l’Africa:

ti capiterebbe di nascere con l’AIDS e di morire di diarrea, ancora neonato, oppure di finire profugo in un Paese non tuo

per scappare a delle nuove stragi degli innocenti.

Tu che sei il Signore della Vita.

 

Evita l’America Latina:

finiresti bambino di strada oppure ti sfrutterebbero

per tagliare canna da zucchero o raccogliere caffè e cacao

per i bambini del Nord del mondo

senza mai poter mangiare una sola tavoletta di cioccolato.

Tu sei il Signore del Creato.

 

Evita anche l’Asia:

ti metterebbero “a padrone” lavorando quattordici ore al giorno

per tappeti oppure scarpe, palloni o giocattoli

da regalare…. A Natale… ai bambini del Nord del mondo,

e tu andresti scalzo e giocheresti a calcio con palloni di carta o pezza.

Tu che sei il Padrone del mondo.

 

Ma soprattutto non nascere… di nuovo in Palestina:

alcuni ti metterebbero un fucile, altri una pietra in mano

e ti insegnerebbero a odiare i tuoi fratelli… di stesso Padre:

gli ebrei, i mussulmani e i cristiani.

Tu che ogni anno sei inviato dal Padre per darci il suo amore misericordioso.

 

Caro Bambino, a pensarci bene,

devi proprio nascere in tutti questi posti

ma non nei cuori dei bambini, e dei Paesi “piccoli e deboli”:

là ci stai già, ma nei cuori dei grandi e dei paesi “grandi e potenti”

perché, come hai detto tu stesso:

Dio potente che diventa bambino impotente,

rinascono anch’essi: piccoli, innocenti e finalmente…deboli.

 

 

AUGURI   SCOMODI

 

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.

Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.

Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora , miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali

e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie , fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.

I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”,e scrutano l’aurora ,

vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.

E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

 

Tonino Bello

 

 

LETTERA DI NATALE

 

Quando a uno si dice: guarda che hai un cancro, bello, bello, seduto nel centro del ventre come un re sul trono, allora costui – se cerca di avere fede- fa una cosa prima di altre: comincia ad elencare ciò che conta e ciò che non conta; e cercherà di dire, con ancora più libertà di sempre, quanto si sente in dovere di dire, affinché non si appesantiscano ancor di più le sue responsabilità.

E continuerà a dirsi: la Provvidenza mi lascia ancora questo tempo e io non rendo testimonianza alla verità!

E’ dunque per queste ragioni, caro Gesù, che mi sono deciso a scriverti in questo Natale.

Non credo proprio per nulla ai nostri Natali: anzi penso che sia una profanazione di ciò che veramente è il Natale significa.

Costellazioni di luminarie impazzano per città e paesi fino ad impedire la vista del cielo. Sono città senza cielo le nostre. Da molto tempo ormai!

E’ un mondo senza infanzia. Siamo tutti vecchi e storditi .Da noi non nasce più nessuno: non ci sono più bambini fra noi. Siamo tutti stanchi : tutta l’Europa è stanca :un mondo intero di bianchi, vecchi e stanchi.

Il solo bambino delle nostre case saresti tu, Gesù , ma sei un bambino di gesso!

Nulla più triste dei nostri presepi: in questo mondo dove nessuno  più attende nessuno.

L’occidente non attende più nessuno, e tanto meno te: intendo il Gesù vero, quello che realmente non troverebbe un alloggio ad accoglierlo. Perché, per te, vero Uomo Dio, cioè per il Cristo vero, quello dei “beati voi poveri e guai a voi ricchi”; quello che dice “beati coloro che hanno fame e sete di giustizia ..”,per te, Gesù vero, non c’è posto nelle nostre case, nei nostri palazzi, neppure in certe chiese, anche se le tue insegne pendono da tutte le pareti...

Di te abbiamo fatto un Cristo innocuo: che non faccia male e non disturbi; un Cristo riscaldato; uno che sia secondo i gusti dominanti; divenuto proprietà di tutta una borghesia bianca e consumista.

Un Cristo appena ornamentale. Non un segno di cercare oltre, un segno  che almeno una chiesa creda che attendiamo ancora…

Eppure tu vieni, Gesù; tu non puoi non venire…Vieni sempre, Gesù. E vieni per conto tuo, vieni perché vuoi venire .E’ così la legge dell’amore. E vieni non solo là dove fiorisce ancora un’umanità silenziosa e desolata, dove ci sono ancora bimbi che nascono; dove non si ammazza e non si esclude nessuno, pur nel poco che uno possiede ,e insieme si divide il pane.

Ma vieni anche fra noi, nelle nostre case così ingombre di cose inutili e così spiritualmente squallide.

Vieni anche nella casa del ricco, come sei entrato un giorno nella casa di Zaccheo ,che pure era un corrotto della ricchezza. Vieni come vita nuova,  come il vino nuovo che fa esplodere i vecchi otri.

Convinto di queste cose e certo che tu comunque non ci abbandoni, così mi sono messo a cantare un giorno:

Vieni di notte,

ma nel nostro cuore è sempre notte:

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni in silenzio,

noi non sappiamo più cosa dirci:

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni in solitudine,

ma ognuno di noi è sempre più solo:

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni , figlio della pace,

noi ignoriamo cosa sia la pace:

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni a consolarci,

noi siamo sempre più tristi:

e dunque vieni sempre , Signore.

Vieni a cercarci,

noi siamo sempre più perduti:

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni tu che ci ami:

nessuno è in comunione col fratello

se prima non è con te, Signore.

Noi siamo tutti lontani, smarriti,

né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo.

Vieni, Signore.

Vieni sempre, Signore.

 

AMARO SORRISO DI ANGELI

 

La tristezza di questi natali, Signore, ti muova a pietà.

Luminarie a fiumane, ghirlande di false costellazioni oscurano il cielo di tutte le città.

Nessuno più appare all’orizzonte: nulla che indichi l’incontro con la carovana del Pellegrino;

non uno che dica in tutto l’Occidente :”Nel mio albergo, sì, c’è un posto!”

Non un segno di cercare oltre, un segno che almeno qualcuno creda, uno che attenda ancora colui che deve venire…

Non è vero che l’attendiamo: non attendiamo più nessuno!

Tutto è immoto, pure se dentro un inarrestabile vortice: pur esso segno di fatale fissità.

E così, è Destino, più non ci sono ritorni, né ricorsi: è inutile che venga!

Tale è questa civiltà gravida del nulla!

Ora tu, anche se illuso di credere o figlio dell’ateo Occidente, segui pure la tua stella- così è gridato per tutta la città dai vessilli- segui, dico, la stella e troverai  non altro che spiritati manichini di mode folli in volo dalle vetrine…

Poiché falso è questo tuo donare (è Natale), falso perfino stringerci la mano avanti la comunione, e trovarci assiepati nella Notte a cantare “Gloria nei cieli…”

Un amaro riso di angeli obnubila lo sfavillio dei nostri presepi, Francesco cantore di perfette, tragiche letizie: pure se un Dio continuerà a nascere, a irrompere da insospettati recessi:

là dove umanità alligna ancora silenziosa e desolata: dal sorriso forse di un fanciullo dalla casba a Dacca, o a Calcutta…

Nessuno conosce solitudine come il Dio del Cristo: un Dio che meno di tutti può vivere solo

pure se sia la dorata solitudine di paradiso.

Certo verrà, continuerà a venire, a nascere

ma altrove, altrove…

 

DAVID MARIA TUROLDO

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giovedì, 20 novembre 2008

...L'AMICIZIA...

...quanto tempo...già davvero tanto...ma io in qualche modo sono sempre stata qua...con qualcuno di voi ci siamo asnche visti, incontrati, parlati...devo dire un grazie enorme a tanti di voi...per non avermi fatto sentire sola...già la vita è fatta davvero di tante sorprese...di tanti doni...ed io come sempre a volte ricomincio, ma a volte cado...già non ho ancora imparato...e mi faccio male...davvero...ma so sempre di non essere sola perchè accanto a me...sento che voi ci siete...ed allora vorrei fare un regalo ad ognino di voi...

 

Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra
amica Mamma,
che ci mostrano cosa è la vita.
Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il
nostro spazio affinché possano fiorire come noi.
Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che
rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta ad altri amici che non
sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro
li chiamiamo amici dell'anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene,
sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell'anima
si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.
Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra,
salti ai nostri piedi.
Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una
vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un
sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.
Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli
che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento
soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra.
Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si
avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono
l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che
sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre
radici con allegria.
Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando
incrociarono il nostro cammino.

Paul Montes
un missionario sud-americano.

 

Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. È il vostro campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. Ed è la vostra mensa e il vostro focolare. Perché andate da lui con la vostra fame, e da lui rivolgete il vostro bisogno di pace.
Quando il vostro amico si confida con voi, non abbiate timore a dirgli "no", e non esitate a dirgli "si".
E quando è silenzioso il vostro cuore non cessi di ascolatre il suo; perché, senza bisogno di parole, nell'amicizia tutti i pensieri, tutti i desideri, tutte le speranze nascono e sono condivise, con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dal vostro amico, non rattristatevi; perché ciò che più amate in lui può diventare più chiaro in sua assenza, come per lo scalatore la montagna è più nitoda se vista dalla pianura.
E non ci sia altro scopo nell'amicizia se non l'approfondimento dello spirito.
Perché l'amore che cerca altro dallo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti che cattura solo ciò che è vano.
E date il meglio di voi stessi per l'amico.
Se deve conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Poiché che amico è il vostro, per cercarlo solo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Perché lui può colamre il vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E che nella dolcezza dell'amicizia ci siano sempre risate, e piaceri condivisi.
Perché nella rugiada delle piccole cose il cuore trova il suo mattino, e si ristora.
Giabran
-Cittadino del  mondo-
"Il tuo Cristo è ebreo,
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana.
Le rue vacanze sono turche,
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare il tuo vicino
di essere...straniero."
Graffito Munich
...grazie di cuore ad ognuno di voi...già bisogna solo credere ai nostri sogni e nessuno può permettersi di distruggerli...ed allora forza io so che posso contare su di voi perchè ci siete sempre...grazie...una carezza alla vostra anima...


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giovedì, 03 luglio 2008

...RESPIRARE  UN PO' DI TRANQUILLITA'...

....Si un pò di giorni di tranquillità e serenità dopo infinite corse...riunioni assemblee...orari impossibili...un attimo di pausa...per respirare un pò...e mai come in questi istanti vorrei lasciare qui...il testo di una canzone...e la citazione di un libro...che in questi giorni...mi hanno tenuto compagnia...per respirare la meraviglia di attimo...

Cammino per la strada, c’è una buca profonda nel marciapiede. Ci cado dentro.Sono perduta … sono senza speranza.Non è colpa mia; ci metto un’eternità a trovare il modo di uscirne.Cammino per la stessa strada, c’è una buca profonda nel marciapiede. Fingo di non vederla.Ci cado dentro di nuovo. Non posso crederci, sono di nuovo qui dentro.Ma non è colpa mia; ci metto ancora un bel po’ a uscirne.Cammino per la stessa strada, c’è una buca profonda nel marciapiede. Vedo che è ancora lì.Ci cado dentro, … è un’abitudine, ho gli occhi aperti, so dove sono, è colpa mia.Ne esco immediatamente.Cammino per la stessa strada, c’è una buca profonda nel marciapiede. La aggiro.Cammino per un’altra strada.Non scoraggiatevi se dopo un po’ di tempo vi troverete cambiati di poco: tracciare un nuovo sentiero può essere un duro lavoro, i passi falsi e le ricadute nelle vecchie abitudini sono normali. Per sviluppare nuovi percorsi neuronali occorre tenacia e, all’inizio, uno sforzo cosciente. Datevi il tempo e vedrete aprirsi nuovi viali. (…)Non possiamo piegare la vita alla nostra volontà: essa è come è. Anche gli altri hanno il loro viaggio, il loro sentiero da percorrere. A dispetto dei nostri sforzi più grandi, esistono il fallimento, il tradimento, la malattia, la perdita. Sono in mano nostra solo i passi e le scelte che facciamo. (…) L’impermanenza è connaturata alla vita. Possiamo trovare pace in questo, sapendo di aver fatto tutto ciò che possiamo, ma dobbiamo ancora lasciar andare e … vedere il mondo fluttuante … una stella al tramonto,… una bolla in un fiume,… un lampo nel cielo d’estate,… il baluginio di una lampada a olio,… un fantasma, un sogno.Noi opponiamo resistenza all’impermanenza. Rabbia, frustrazione, amarezza si susseguono; ondate di tristezza e di desiderio sconfinato che le cose siano di nuovo com’erano prima. Ansia per un futuro sconosciuto. Eppure sappiamo anche che al di là del lutto e della perdita c’è una luce che ci chiama. (…)La compassione è partecipare con empatia alle lotte degli altri, senza assorbirne il dolore fino a lasciarcene travolgere. Se ci addossiamo la responsabilità della felicità di un’altra persona, possiamo fare ben poco. Vera empatia significa “prendersi cura per” invece di “prendersi cura di” altre persone. Possiamo assumerci la responsabilità solo di un’assistenza compassionevole, rispettando le scelte di vita dell’altro. (…)Un cuore capace di felicità abbraccia tutte le persone e gli avvenimenti della vita, i trionfi come le pene. Quando la marea sale, ci rallegriamo della buona sorte, gioiamo del talento e delle benedizioni delle persone care. Quando scende, andiamo alla ricerca di senso, ringraziando per i doni che comunque abbiamo già ricevuto. Felicità è accettare ciò che abbiamo, sapendo che una persona che sviluppa felicità attira molti amici e vive con gli altri in armonia. La felicità contrasta la tendenza all’invidia, alla gelosia, all’autocommiserazione. Quando la marea del destino sale e scende, possiamo reagire con felicità o con amarezza. Perché non scegliere la felicità? (…)Se puoi farci qualcosa, perché ti preoccupi? E se non puoi farci niente, perché ti preoccupi? La serenità ci fornisce la saggezza di saper distinguere ciò che possiamo da ciò che non possiamo cambiare. Invece di lasciarci paralizzare dall’ansia, dalla frustrazione o dalla disperazione per cose che sono fuori dalla nostra portata, possiamo imparare ad andare loro incontro con coraggio e amorevolezza.Quando ci troviamo di fronte a relazioni o circostanze che sfuggono al nostro controllo, può essere consolante meditare con frasi prive di giudizio: questo ci rende liberi di lasciar andare (ricorda la storiella taoista del contadino: “fortuna o sfortuna?Chi lo sa?”) (…)Una maggiore serenità ci permette di aprire la mente a nuove possibilità, di prendere in considerazione pensieri come “può darsi”, di fronte al fallimento o alla delusione. Accettare un’altra persona così com’è ci dà pace. Certo, continuiamo a fare tutto il possibile per cambiare le cose in meglio; ma nel frattempo pratichiamo il lasciar andare ciò che non è sotto il nostro controllo. La scelta è: o così, o la pazzia. (…)Preghiera della serenità: “Signore, dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscere la differenza.” (…)La vita in salita e quella in discesa sono la stessa e questo è il mistero della via: un cerchio, una spirale, un viaggio infinito da se stessi agli altri per tornare a se stessi e avanti così … alla ricerca di una saggezza più profonda e di un amore più grande. Che il vostro sia un cammino di gioia.

-Thérèse Jacobs, I sentieri si tracciano camminando-

...ed ora una canzone davvero speciale Gen Rosso...

Ricominciare


Ricominciare è come rinascere,
è rivedere il sole in un mondo di libertà,
è credere che la vita
si rianima davanti agli occhi tuoi
senza oscurità;
è sapere che ancora tutto puoi sperare.

Ricominciare è come rinascere,
dall'ombra di un passato che ormai non conta più,
è ritornare semplici cercando nelle piccole cose
la felicità...
è costruire ogni attimo il tuo domani.

Ricominciare è come dire ancora sì alla vita,
per poi liberarsi e volare
verso orizzonti senza confini,
dove il pensiero non ha paura
e vedere la tua casa
diventare grande come il mondo.

Ricominciare è credere all'amore
e sentire che anche nel dolore
l'anima può cantare e non fermarsi mai.

...ed allora continuerò,,,perchè...è credere all'amore e sentire che anche nel dolore l'anima può cantare e non fermarsi mai...per respirare...ed ascoltare ...




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domenica, 15 giugno 2008

 

...UN CUORE DA DONARE...

C'era una volta un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone che diceva di avere il cuore più bello del mondo. Tutti quanti glielo ammiravano, era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto. Erano tutti concordi nell'ammettere che quello era proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano più il giovane si vantava di quel suo cuore meraviglioso. All'improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla folla disse : "Beh, a dire il vero... il tuo cuore è molto meno bello del mio." Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti. Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici. C'erano zone dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri, ma non combaciavano bene, così il cuore risultava tutto bitorzoluto ed era anche pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi. Così tutti quanti osservavano il vecchio colmi di perplessità, domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse il più bello. Il giovane guardò com'era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere: "Starai scherzando !", disse. "Confronta il tuo cuore col mio, il mio è perfetto, mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime." "E' vero !", ammise il vecchio. "Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai cambio col mio. Vedi, nel mio ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore, alla quale ho dato un pezzo del mio cuore, e spesso, ne ho ricevuto in cambio un pezzo del loro a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma certo ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi e così ho qualche bitorzolo, a cui però sono affezionato, ciascuno mi ricorda l'amore che ho condiviso. Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto e questo ti spiega le voragini. Amare è rischioso ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l'amore che ho provato anche per queste persone... e chissà ? Forse un giorno ritorneranno e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi adesso che cosa sia il vero amore ?" Il giovane era rimasto senza parole e lacrime copiose gli rigavano il volto. Allora prese un pezzo del proprio cuore, andò incontro al vecchio, e gliel'offrì con le mani che gli tremavano. Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi ne prese un pezzo rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. Ci entrava ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo. Poi il vecchio aggiunse: "Se la nota musicale dicesse che non è la nota che fa la musica... non ci sarebbero le sinfonie. Se la parola dicesse che non è una parola che può fare una pagina... non ci sarebbero i libri. Se la pietra dicesse che non è una pietra che può alzare un muro... non ci sarebbero case. Se la goccia d'acqua dicesse che non è una goccia d'acqua che può fare un fiume... non ci sarebbero gli oceani. Se l'uomo dicesse che non è un gesto d'amore che può rendere felici e cambiare il destino del mondo... non ci sarebbero mai né giustizia, né pace, né felicità sulla terra per gli uomini". Dopo aver ascoltato, il giovane guardò il suo cuore, che non era più "il cuore più bello del mondo", eppure lo trovava più meraviglioso che mai perchè l'amore del vecchio ora scorreva dentro di lui.

In  questa storia è racchiusa un pò di vita di tutte le persone, ognuna con il suo cuore, con i suoi bitorzoli, con i suoi vuoti e con tutto ciò che nel corso degli anni si è donato e si è ricevuto. Come la sinfonia ha bisogno di ogni nota, come il libro ha bisogno di ogni parola, come la casa ha bisogno di ogni pietra, come l'oceano ha bisogno di ogni goccia d'acqua, così il mondo ha bisogno di TE, ha bisogno del TUO amore, perché sei unica ed insostituibile...vorrei condividere e regalare queste parole a tutte le persone che sono entrate nella mia vita...ma soprattutto nel mio cuore e con le quali ho vissuto momenti davvero unici che hanno scaldato il mio cuore e la mia anima...si il mio cuore è colmo di ferite, ma ha ancora tanto amore da donare e da ricevere per continuare a volare...uno spirito libero che va verso il cielo ed il mare dove ci sono gli spiriti dei gabbiani che hanno ancora voglia di tornare a volare...ma soprattutto che non smetteranno mai d'amare...ed io ho ancora voglia di ritornare a volare... a volare guardando le piccole cose che madre natura ogni giorno ci regala...l'energia delle piccole cose...il mio cuore e la mia anima che vogliono ancora donarsi...grazie ad ognuno di voi...anche se in questo periodo sto vivendo dei momenti particolari e difficili...faccio fatica per un sacco di cose ma sento che il mio cuore e la mia anima...sanno dove trovare dei lupi vagabondi come me...che hanno sempre voglia di continuare a volare e sognare...nel qui ed ora...sapendo che ogni istante è davvero unico ed incredibile...si siamo solo noi...che dobbiamo continuare ad amare il nostro piccolo cuore...solo così potremo donarlo senza riserve...per vivere ogni istante completamente...con ogni piccola cellula che c'è in ognuno di noi...si spiriti liberi...nomadi zingari vagabondi...che non sanno rinunciare al richiamo del cuore...sempre in ogni istante nel qui ed ora...sapendo che tutto è in movimento...ma vivendolo intensamente...perchè solo così...possiamo continuare a donare il nostro cuore riserve...grazie cuore mio per tutto quello che sai donarmi...ed io avrò sempre cura di te...perchè l'amore è dentro di me sempre...sogna ragazza sogna va dove ti porta il CUORE  e non fermare ogni volo d'anima che hai...

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