Frammenti di me...

va dove ti porta il cuore e non cercare di fermare ogni volo d'anima che hai






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il mercante di sogni


sabato, 10 maggio 2008

ANIMA

Se le corde della vita sono troppo allentate, la musica non può scaturire; ma anche se le corde della vita sono troppo tese, la musica non può nascere. Colui che vuole creare la musica della vita prima deve controllare che le sue corde non siano nè troppo tese nè troppo allentate.....La vita della vita non è altro che il corpo umano, e nel corpo umano esistono corde che non devono essere troppo tese nè troppo allentate. Solo nell'equilibrio di queste corde l'uomo entra nella musica della vita. Conoscere questa musica significa conoscere L'ANIMA. Quando un uomo arriva a conoscere la propria musica interiore, in se stesso, conosce L'ANIMA; e quando arriva a conoscere la musica nascosta nel TUTTO, conosce il divino....Kishori Raman Tandon (poeta, scrittore e giornalista) Mumbai, India. Tratto dal libro Ricominciare da sè. OSHO.

Il Cammino di Vita

E’ una sorta di filo conduttore che ciascun essere umano segue

nel corso della sua esistenza.

Avanziamo in questo percorso utilizzando un veicolo particolare

che è il nostro corpo fisico.

Gli orientali ci propongono un immagine molto interessante di questo veicolo

e del relativo Cammino di Vita.

Noi siamo, dicono, come un Calesse

che rappresenta il nostro corpo fisico

e che circola su un sentiero

che simboleggia il nostro Cammino di Vita.

Il sentiero su cui avanza il Calesse

è una strada sterrata e, come tutte le strade sterrate,

presenta buche, sassi, solchi e fossi da ogni lato

che rappresentano gli urti della vita.

I solchi sono gli schemi già esistenti

che prendiamo da altri e che riproduciamo (ereditati)

Le fosse più o meno profonde rappresentano le regole,

i limiti da non superare se non si vuole incorrere in un incidente.

Questo cammino comporta talvolta delle curve

che rappresentano la visibilità oppure

attraversa zone di foschia o di temporale.

Sono tutte fasi della nostra vita in cui ci troviamo

“nella nebbia”,

nelle quali abbiamo difficoltà a veder chiaro

o non possiamo anticipare niente,

perché non vediamo niente davanti a noi.

Questo calesse è trainato da due cavalli:

uno bianco ,Yang, a sinistra e uno nero,yin,

a desta che simboleggiano le emozioni .

Da qui si vede fino a che punto sono le emozioni a guidarci nella vita.

Il Calesse è guidato da un cocchiere,

che rappresenta la nostra mente, il nostro conscio.

Il Calesse è dotato di quattro ruote,

due anteriori,le braccia, che seguono la direzione data dal cocchiere

e due posteriori,le gambe, che portano e trasportano il carico.

All’interno del Calesse c è un passeggero che non si vede :

il nostro Maestro, Spirito Guida, Angelo Custode, Anima …

possiamo definirlo a nostro piacere.

Il nostro Calesse personale, avanza sul Cammino della Vita ,

guidato in apparenza dal cocchiere.

In apparenza perché se è vero che è lui a guidare,

in realtà è il passeggero a precisare la destinazione.

Il cocchiere, la nostra mente, conduce il calesse

e dalla qualità della sua guida,

dalla sua capacità di vigilanza e di condotta

dipende la qualità e la comodità del viaggio(esistenza)

Se il cocchiere maltratta il cavalli(le emozioni)

questi a un certo punti si ribelleranno

con il rischio di provocare incidenti,

proprio come le nostre emozioni a volte ci portano ad atti irragionevoli.

Se il cocchiere è troppo rilassato e non è vigile,

non saprà evitare solchi buche( colpi ed errori della vita )

e noi seguiremo e tracce di altri

con il rischio di finire incastrati alla meno peggio in situazioni impantanati.

Se il cocchiere è addormentato,

sarà peggio saranno le emozioni a condurre il Calesse

e se il cavallo nero avrà il sopravvento su quello bianco

o viceversa saranno razionalità ed emotività a condurre senza una guida.

Qualche volta una ruota o un pezzo del calesse si allenta (malattia)

sia perché era poco resistente,

sia perché è passato sopra troppe buche e la strada non era liscia,

pertanto bisognerà correre ai ripari e,

a seconda della gravità del danno,

potremmo farlo noi stessi (con riposo, permettendo la cicatrizzazione),

dovremo ricorrere ad un meccanico (medicina naturale)

o se è più grave a qualcuno che ponga rimedio (medicina ufficiale).

Sarà senza alcun dubbio importante per noi, non accontentarci di sostituire il pezzo,

anzi, sarà importante riflettere sulla condotta del cocchiere

e su cosa modificare di noi se non vogliamo che il guasto si ripresenti.

Alcune volte il Calesse attraversa zone di scarsa visibilità,

non vediamo in quale direzione stiamo andando.

Può trattarsi anche di una semplice svolta,

ed allora è sufficiente rallentare prepararci ed anticiparla tenendo

ben salde le redini

(dominando le nostre emozioni durante le fasi di cambiamento)

Quando ci sono condizioni di non visibilità

è più difficile (foschia, temporali ecc)

e in questi casi dobbiamo avere una fiducia cieca

nel Cammino di Vita (leggi naturali, destino, fede)

e nel Maestro o Guida interiore , Anima

che ha scelto tale cammino.

Sono quelle fasi della vita in cui ci sentiamo persi

e non sappiamo più dove stiamo andando.

In tali circostanze

non possiamo fare altro che lasciare che la vita ci mostri la strada da seguire.

A volte poi siamo all’ incrocio

e non sappiamo quale direzione prendere,

il Cocchiere può prendere la strada sbagliata e perdersi

e tanto più il cocchiere sarà sicuro di se

certo di saper padroneggiare la situazione

tanto più grande sarà il rischio di perdersi

(quando l’intelletto e la ragione pensano di poter risolvere tutto).

Se invece il cocchiere è umile e onesto con se stesso,

chiederà consiglio al Maestro.

La Guida interiore sa dove sta andando e suggerirà la risposta al cocchiere che,

se sarà stato capace di “sentirla” la imboccherà.

Qualche volta il calesse fa rumore procedendo

e a volte è necessario fermarsi per ascoltare la Guida interiore

(le ritirate che facciamo per ritrovarci, per sentirci, per non perderci).

 http://www.youtube.com/watch?v=U3MeaXz4OYI

 



postato da ilmercantedisogni.splinder.it alle 08:02 commenti (7)

sabato, 08 marzo 2008

...PER TUTTE NOI...

...è sempre stato scritto tanto e detto un sacco sulle donne...si una giornata per ricordare soprattutto il dolore per quelle donne che cento anni fa sono morte...ci sono davvero parole importanti evorrei lasciare qualche citazione...

DONNE IN RINASCITA
di jak folla


Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita. No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola. Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?" Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
È da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti. Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa.
È un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.

 


La magia delle donne

"La Magia delle donne è l'amore di Madre Natura. L'amore per il cielo, per il sole, per i boschi, per gli animali, per il vento, per la neve, per il mare e per tutte le manifestazioni naturali. Identificarsi completamente in questo amore voleva dire rendersi simili e forse identificarsi con Lei, con la Grande Madre fatta di gioia, di liberta', di fascino, di sensualita' e di bellezza... In fondo siamo tutte figlie della stessa Madre e la nostra anima luminosa è composta della stessa sostanza ovvero di amore, di gioia, di armonia, di bellezza. Quanto piu' ci si avvicina all'essenza della Grande Madre, dalla quale hanno origine tutte le manifestazioni di vita di questo mondo, quanto piu' l'individualita' del singolo perde importanza... la differenza tra te e chi segue la tua stessa via non è poi così assoluta."

"Tale tradizione avrebbe avuto il senso di permettere a quelle poche e fortunate donne, che ne fossero state degne, di raggiungere la Luna, ovvero l'archetipo femminile della Grande Dea, che è la madre amorosa ed eterna da cui tutto il cosmo è generato. E proprio a questa Dea si dovrebbe riferire l'espressione della vera femminilita', libera da condizionamenti, da vincoli, da sensi di colpa e da moralismi, quale forse fu la femminilita' delle donne di tempi talmente antichi che oggi se ne è perduto persino il ricordo. Una femminilita' il cui raggiungimento potrebbe significare l'aver ritrovato
in modo stabile il contatto con la parte piu' profonda di se stesse... una femminilita' arcaica, pura, amorosa e gioiosa, che forse si potrebbe ritrovare intendendo il messaggio di amore e liberta' che la natura incontaminata potrebbe ancora dare a chi ha sufficiente sensibilita' per intenderlo..." .



Ada d'Aries Tratto da: La voce dell'antica Madre - Ada d'Aries, Ed. della Terra di Mezzo

“Ci accomuna la nostalgia per la nostra profonda e antica natura .. Viene a noi con il suono; con la musica che fa vibrare il diaframma, eccita il cuore; viene a noi con il tamburo, il fischio, il richiamo e l'urlo. Viene con la parola scritta e con la parola detta; talvolta una parola, una frase o una poesia, o una storia, è così risonante, così esatta da rammentarci, almeno per un istante, la sostanza di cui siamo realmente fatte, e dove si trova la nostra vera casa.”



“Siamo pervase dalla nostalgia per l'antica natura selvaggia. Pochi sono gli antidoti autorizzati a questo struggimento. Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio. Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti. Ma l'ombra della Donna Selvaggia ancora si appiatta dentro di noi, nei nostri giorni, nelle nostre notti. Ovunque e sempre, l'ombra che ci trotterella dietro va indubbiamente a quattro zampe.”


“Una donna può desiderare follemente essere vicino all’acqua, o a pancia in giù, con la faccia nella terra, a odorare quel profumo selvaggio. Può aver voglia di correre nel vento, o di piantare qualcosa, di togliere qualcosa dalla terra o mettere qualcosa nella terra. Può aver voglia di impastare e mettere in forno, immersa nella farina fino ai gomiti.
Può aver voglia di salire sulla montagna saltando di roccia in roccia, e facendo risuonare la sua voce. Può aver bisogno di ore di notti stellate, quando le stelle sono come cipria sparsa su un pavimento di marmo nero.
Può sentire che morirà se non potrà danzare nuda nella tempesta, sedere in perfetto silenzio, tornare a casa sporca di inchiostro, di pittura, di lacrime, di luna”.

L'amore rubato (Luca Barbarossa)

La ragazza non immaginava
che anche quello fosse l'amore
in mezzo all'erba lei tremava
sentiva addosso ancora l'odore

chissà chi era cosa voleva
perché ha ucciso i miei pensieri
chissà se un giorno potrò scordare
e ritornare quella di ieri

la ragazza non immaginava
che così forte fosse il dolore
passava il vento e lei pregava
che non tornassero quelle parole

adesso muoviti fammi godere
se non ti piace puoi anche gridare
tanto nessuno potrà sentire
tanto nessuno ti potrà salvare

e lei sognava una musica dolce
e labbra morbide da accarezzare
chiari di luna e onde del mare
piccole frasi da sussurrare
e lei sognava un amore profondo
unico e grande più grande del mondo
come un fiore che è stato spezzato
così l'amore le avevan rubato
la ragazza non immaginava
che così lento fosse il dolore
stesa nel prato
lei piangeva
sulle sue lacrime nasceva il sole
e lei sognava una musica dolce
e labbra morbide da accarezzare
chiari di luna onde del mare
piccole frasi da sussurrare
e lei sognava un amore profondo
unico e grande più grande del mondo
ma il vento adesso le aveva lasciato
solo il ricordo di un amore rubato
come un fiore che è stato spezzato
così l'amore le avevan rubato





 Clarissa Pinkola Estés


postato da ilmercantedisogni.splinder.it alle 22:36 commenti (78)

martedì, 26 febbraio 2008

...DOLCE ANGELO...

...già è davvero passato tanto tempo...ma io non posso dimenticare...se per caso eri qui...con me...avevi da poco compiuto16anni...io so che tu sei il mio angelo...la mia stellina...non so se eri maschio o una cucciola...sei rimasto poco dentro di me...ma per me sei davvero tutto...nei momenti più bui e tristi della mia vita...io so che tu sei con me...mi stai proteggendo...anche in questi momenti per me davvero difficili...perchè solo per carcare una carezza...mi sono fatta ancora male...si tanto...ma tu sai dolce angelo....che io mi perdo davvero solo per amore...e questo mio bisognoa a volte viene travisato...viene solo visto come ricerca e bisogno fisico...ma io cerco e dono amore senza aspettarmi nulla in cambio...e mi faccio male...già...una mamma stellina che non è riuscita a tenerti dentro di se...te ne sei andata...ma sei sempre con me...nel mio cuore nella mia anima...e so che tu sei lassù e mi proteggi anche in questi momenti...ed allora potrai anche capire il perchè di questo mio sfogo...grazie cucciolo ovunque sei...abbi sempre cura di te...sai che per me ci sei sempre...ed io sono sempre qui per te...

Tante, anzi forse davvero troppe volte, tutto quello che accade non si riesce a vedere, a capire…ma quante volte si riesce a sentire quello che succede?…il silenzio ha parole, suoni, profumi, carezze, vibrazioni, che solo se si riesce a sentire ascoltandolo, può travolgere…dalle profondità della terra, fiumi di lava, ed onde che arrivano al centro dell’anima…il silenzio…ed allora puoi vivere davvero nei sogni della luna e nella realtà del sole…senza spazio né tempo…l’infinito che fa parte del mio piccolo cuore…spesso l’immagine che gli altri si fanno di me, è di una persona scomposta, instabile, insofferente, ma che importa…io sono quello che sono…l’importante è che attraverso il silenzio le mie parole arrivano all’essenza…ed allora…sento, vibro, piango, urlo, distaccata, ma mai così vera e partecipe…sento quello che avviene in ogni poro della pelle, in ogni muscolo…  ogni cellula pulsa, vibra, facendo scorrere energia…una goccia dentro l’altra nell’immenso blu…senza chiedersi troppi perché e lasciarsi sopraffare dalla mente, ma leggere le energie sottili degli attimi fuggenti…alla mente può sembrare un’impresa ardua, ma se apri il tuo cuore ed ascolti le parole del silenzio, si scopre la meraviglia di energia che circola nell’armonia di una melodia che scaturisce dentro… ad ascoltare le parole del silenzio…mare, sole, luna, stelle, vulcano, vento…tante volte siamo noi a non sentire, ma questa volta il richiamo è stato così forte nel mio cuore, sento…lo spirito libero che è dentro di me, continua a donarmi magiche emozioni, si una piccola squaw che si allontana da branchi di lupi che non sanno parlare all’anima, ma che si avvicina agli spiriti dei gabbiani per volare negli spazi infiniti tra oceani e pianure…ascoltando, vibrando ad ogni carezza…sentire…con l’attenzione concentrata sul silenzio, si penetra qualsiasi cosa…ci si rilassa allora alla pienezza spaziale del proprio sé…ho voluto vedere la diversità del mondo, sono passata da una meraviglia all’altra, fino al giorno in cui ho visto in me l’universo, quando si sente la spazialità luminosa del corpo che irradia in tutte le direzioni, ti fondi nello spazio, questo spazio non smette di scorrere in me e di abbeverarmi giorno e notte, e conosco l’infinito…corpo a corpo, cuore a cuore…il suono è diventato l’unione delle nostre voci…sento la dolce e delicata armonia della melodia di un pianoforte che vibra sulle corde… melodie, armonie, carezze per l’anima, nell’infinito….il silenzio…ed allora sento, vibro, ascolto ogni piccola sensazione ed emozione che le piccole grandi cose che madre natura mi regala ogni giorno…il mio spirito nomade ha ascoltato il silenzio ed ogni giorno mi regala la meraviglia di un sogno… il mio spirito volerà ancora per sentire attraverso il silenzio parole nuove….continua a parlarmi ed io volerò ancora al centro del mio cuore senza spazio né tempo…ascoltando…basta davvero poco...già non serve vivere nel posto più bello del mondo…ma basta ascoltare dentro ognuno di noi…ed è solo lì la risposta…si…credo davvero che dopo tanti imput…ho scoperto che è solo ascoltando quello che c’è dentro il mio cuore…è entrando in contatto con la mia interiorità che posso trovare le risposte…stare bene con me stessa…dare la mano alla bimba che c’è dentro di me…imparare a perdonare…ma soprattutto ascoltarmi…darmi la mano…amare la mia piccola anima ed il mio cuore…è solo da qui che posso ricominciare a camminare…no a vivere…perché sino ad ora era solo una parte di me…ma nel silenzio…sono arrivata davvero dentro me stessa…nel mio piccolo cuore…e chi ho trovato?...davvero una grande sorpresa…che mi riscalda…e mi dà la forza di ricominciare…

Ti sto cercando bambina,ti cerco nel buio della mia anima per portarti alla luce una seconda volta…
da quanto tempo sei li, piegata in due dalla paura, sudata e con il cuore che ti batte più forte di un galoppo di un cavallo impazzito.. ti ho vista, finalmente, scorgo i tuoi lineamenti, il colore dei tuoi capelli e dei tuoi occhi, guardo il bianco della tua pelle morbida, immacolata che nessuno ha mai accarezzato...ti vedo, vedo le tue mani, tenere, aprile adesso, i pugni non ti servono più…non devi difenderti… da nessuno piccola mia...sono anni che ti cerco e ogni volta che arrivavo a te tu scappavi via, ti ho cercata nelle lacrime, nei sorrisi, nel dolore ,nella gioia, ma tu scappavi lì nel tuo buio…vieni…piano…prendi la mia mano…ti racconto la tua vita, la mia vita, la nostra vita…guardo adesso i tuoi occhi  per la prima volta, lo so hanno pianto tanto, hanno visto quello che non meritavi tu vedessi, cucciola…hai un mondo dentro che nessuno ha mai ascoltato…che neppure io sapevo ascoltare…vieni, siedi qui con me…dammi la tua mano…per la prima volta accarezzo il tuo viso e ti stringo a me, sento il tuo odore e mi ritrovo nel silenzio del mio cuore…sento e vedo le tue ferite, quelle nel cuore…quelle nell’anima…quelle che nessuno ha mai curato…quelle che nessuno ha mai visto…quelle che neppure io sapevo vedere ed ascoltare…sei qui, piccola... sei qui con me adesso…
chissà  perchè a volte si sceglie di non amare un figlio, sai piccola, non sempre i genitori amano, dicono che non sanno amare perché non sono stati mai amati, ma tu non lo potevi sapere ed  ogni volta che ti ferivano pensavi che forse essere un figlio significava non essere ascoltati, capiti… sei cresciuta così, nel caos degli altri, lontana …perché non ti sentivi in grado di rispondere alle loro aspettative…avevi sempre il cuore che ti scoppiava di dolore, non parlavi con nessuno…arrossivi per un nonnulla…ricordi piccola? …quante volte sei scappata nel buio della tua mente per non ricordare ...c’è  un periodo che non ricordo dov’eri, pensavo tu non esistessi in me, pensavo che non avrei mai potuto essere una bambina, ogni tanto, vagamente, ti ritrovo mentre ascolti voci che ti ordinano di ubbidire... ubbidire a cosa?...eri così  piccola, non potevi essere già grande per curare altri piccoli…non potevi essere già  grande per sentire sulle tue spalle un mondo intero…ti ritrovo spesso confusa mentre esegui ordini che ti massacrano l’anima perché  vorresti gridare: “non voglio…”ma tu non sapevi che esisteva quel “non voglio” , sapevi solo che esisteva fare “la brava”…piccola mia…nessuno,  però si accorgeva di quanta sensibilità,  hai sempre avuto nel cuore, di quanta forza hai avuto per sopravvivere in una vita che a volte sembrava non appartenerti…hai un cuore forte, piccola mia...questo ti distingue…per quante volte ti hanno stordita di dolore, nessuno ha mai compreso la nobiltà  del tuo cuore, la dignità… tu, così piccola, hai saputo distinguere da sola, il bene ed  il mare, la natura ti e’ stata di aiuto,...le stelle ti hanno guidata e il sole illuminava la tua piccola vita…tante volte osservando le stelle, la luna…ascoltavi in silenzio .la voce del vento, guardavi le nuvole… parlavi con te stessa,.. ogni giorno, ogni istante, cercavi qualcosa o qualcuno che ti dicesse che esistevi, che c’eri...tu ci sei sempre stata per me, solo che non ci siamo mai trovate,.. forse non sapevamo l’esistenza l’una dell’altra,. soffrire era diventata la normalità, ma quel tuo  corpicino  diventava grande comunque anche quando lo odiavi perché forse nemmeno il diritto di trasformarti in donna avevi,.. sentivi dolore vero piccola? desideravi uno sguardo dolce per sbocciare serenamente…piccola mia…ci sono io, ti ho ritrovata, alla fine ti ho abbracciata, ti sto amando, ti voglio bene e ti rispetto...liberati di tutto il peso che hai sul quel meraviglioso cuore, hai un cuore pulito, nonostante tutto a dispetto di tutti…si perché nel silenzio ti lasci ancora stupire delle piccole cose.. ti riscatterò solo amandoti, ti riscatterai solo perché  ti sentirai amata...quante cose ho da insegnarti, quante cose ho da farti vedere, so che mi seguirai tenendomi per mano, ti porterò nei posti che hai sempre sognato, desiderato vedere…rivivremo tutto, dal primo momento che sei nata, ma questa volta con l’amore che ci guida che ci sostiene...sono fortunata perchè ti ho incontrata, se ciò non fosse stato sarei volata via per sempre, ma il desiderio di prenderti per mano almeno una volta mi ha fatta rinascere per far rinascere te...adesso che ti guardo ancora mi accorgo che senti ancora freddo, abbracciami, ti abbraccio…lo senti il battito del mio cuore? senti il mio calore ? ti si illuminano gli occhi piccola mia,stana sensazione vero?  sentirsi amata….vieni …ti porto a guardare il mare e ti racconto….guarda come è azzurra quest’ acqua, sai piccola li sotto questo mare c’è  un mondo silenzioso fatto di colori meravigliosi ed i pesci corrono liberi,  la nostra vita è come questo mare silenzioso, le cose vanno e vengono come le onde,  e quando il mare è in burrasca in superficie nel profondo è calmo,  e come questi pesci anche la nostra vita è colorata è il colore più  bello è  quello del cuore…camminiamo insieme con i piedi nell’acqua, in silenzio, dammi la mano…non avere paura io ti tengo e non annegherai,il mare  non è così sempre cattivo, nemmeno gli esseri umani sono tutti così cattivi,. .ci sono delle persone meravigliose che sorridono solo perchè sono grati di essere vivi e gioiscono di ogni momento… piccola, anche tu sei fortunata perché  adesso ti stringo a me per sempre, altri bimbi non avranno mai più  braccia calde intorno al loro corpicino e non sentiranno mai più  una voce che li sorregge…già questa sono io …ascoltandomi nel mio cuore, nella mia anima…nel mio silenzio…ho trovato te piccola giogiò…dammi la mano…e camminiamo insieme…la grande giogiò sa di non essere sola…ma ascolta in silenzio...per ricominciare...



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lunedì, 04 febbraio 2008

SCRIVIMI…Si una lettera per ME…da Giò a Giogiò….

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…già non ci avevo fatto caso…o meglio davo per scontato che spesso, quando ho qualcosa di importante da dire a qualcuno, o non riesco a raccontare tutto quello che voglio e che ho dentro,  nei momenti di difficoltà di amici,e persone a me care, ho sempre lasciato delle lettere…ma mai ho pensato di scrivere una lettera a me…si, io continuo a scrivere, non qui…ma le mie cose i miei pensieri le mie emozioni cerco di scriverle sempre…ma non ho mai scritto una lettera per me, indirizzata a me…soprattutto in periodi così bui e difficili…proprio ieri parlando con un amico mi ha detto, ma perché non ti scrivi…già Giò che si scrive…forza piccola Giò, non aver paura…sai che puoi parlarti che hai il diritto di scrivere le sofferenze i dolori…ed allora…già… allora…

…Ciao piccola Giò…come va? ? già come va…chi lo sa…sai Giò, non lo so proprio…so solo che spesso non capisco davvero nulla, mi sembra di essere sempre un po’ in “centrifuga”…si hai presente la lavatrice…già a volte mi sembra davvero che il cervello è sempre in funzione continua a “centrifugare”…non si ferma mai…mai…anche di notte è sempre azionato... dormo male, poco, sul divano…a volte sono sopra le righe…esagitata, altre volte piango e sono in preda al panico..mai una volta che riesca a mettere in pausa le idee…sempre che vanno a velocità avanzata…già proprio così…davvero un bel caos…sai Giò allora cosa faccio…mi fermo, mi ascolto, canto, rido, piango…già davvero un bel caos….e mi chiedo ma Giò dov’è??? chi è???...già perché a volte proprio non mi riconosco, o meglio, non mi conosco…non so chi sono…ed è per questo che ho pensato di scriverti Giò…ed allora iniziamo da uno scritto che mi ha davvero fatto provare a mettere un attimo in pausa le mie idee in centrifuga…

 

SINERGIE DEL NOME

 

NEL NOME SI MUOVONO LE LETTERE DEL DESTINO,

NEL NOME SI MUOVONO RAPIDI I RICORDI,

NEL NOME SI ATTRAGGONO I CORPI,

NEL NOME SI GIURANO I CONFINI,

NEL NOME SI NEGANO LE PROMESSE,

NEL NOME SI RAGGIUNGONO LE VETTE,

NEL NOME SI GETTANO I PONTI SU CUI CAMMINARE,

NEL NOME SI PREGANO I SANTI E I TANTI VOLTI DELLA GRAZIA E DELL'AMORE,

NEL NOME CHIAMIAMO GLI ANGELI DELLA NOTTE E DEL GIORNO,

NEL NOME CERCHIAMO IL NOME DI COLUI CHE CI PROTEGGA

DAL DESTINO DEL NOME IMPRONUNCIABILE.

 

TUTTO E' NOME,

ANCHE IL SILENZIO E' NOME,

IL SUONO E' NOME.

 

IL NOME E' LA RICONOSCIBILITA' CERTA DI CIO' CHE E'

MA ANCHE DEL SUO CONTRARIO.

IL NOME NEGA E ASSOLVE CONTEMPORANEAMENTE

LE ATTESE DEL VERDETTO FINALE.

NEL NOME L'ESTENSIONE DELLE VOCALI E DELLE CONSONANTI

MODIFICA IL SUONO E LO RENDE MELODIOSO O IRRITANTE.

NEL NOME HO COLTIVATO L'ESPERIENZA DEL DISEGNO

CHE MUTO E SOLENNE SI AUTOPRONUNCIA DA SOLO.

 

ESISTE UN OGGETTO CHE POSSA PRONUNCIARE CONSAPEVOLMENTE IL SUO NOME?

FUGGIRE DAL NOME POTREBBE VOLER DIRE USCIRE DAL CONOSCIUTO,

NEGARE L'EVIDENTE APPARTENENZA

AD UN ORDINE FISICO PRECOSTITUITO E RAZIONALE.

USCIRE DAL NOME POTREBBE ESSERE L'UNICA VIA D'USCITA

AL CONCETTO INELUTTABILE DI FINE

A CUI IL MONDO CI CONFINA.

 

SAREBBE UTILE A QUESTO PUNTO PRONUNCIARE UNA LITANIA DEI NOMI

PARTENDO DALLA A FINO ALLA Z,

TROVEREMMO TUTTO QUESTO ESTENUANTE MA FINITO.

IL NOME NON E' INFINITO.

LA CONCRETEZZA DEL NOME QUINDI E' LIMITATA

AL COSPETTO DEL NUMERO CHE NEI SUOI INFINITI ZERI

PROCEDE INESORABILE NELL’ ASTRAZIONE PURA.

SE VOLESSIMO POI ACCOMPAGNARE I NUMERI CON IL LORO NOME,

QUESTI DIVENTEREBBE SUONO,

LETTERA APERTA SUI CONFINI DELL'UNIVERSO.

 

IL NOME MIO E DI LAURA HANNO GENERATO I NOMI DEI NOSTRI

FIGLI MICHELANGELO E MASSIMILIANO, LA MATEMATICA DEI NOSTRI

NOMI GENERERA' ALTRI NOMI E ALTRE OPERE

CON UN EFFLUVIO DI NOMI E DI DATE, QUINDI DI NUMERI

IN UN FINITO-INFINITO DEL NOME.

IL DESTINO E' NEL NOME.

 

                                                           Omar Galliani 

 

…Sai allora Giò cosa ho pensato…ho cercato il significato del nome, ma non solo Giovanna…perché il nome che mamma e papà avevano pensato per me era Marina…ma hanno deciso per Giovanna perché…quando sono nata tutti si chiamavano così…il Presidente della Repubblica, il Papa, il Cardinale, il Sindaco, il Medico di famiglia che mi ha fatto nascere e poi perché in famiglia era un nome che piaceva a tutti…mentre Marina era forse un po’ troppo…ed allora Giò ti voglio scrivere l’origine dei nomi…spero solo di non annoiarti…ma sai che quando inizio a scrivere…vabbè…allora…

 

nome Giovanna

sesso femminile

origine ebraica

deriva da Johaman

significato Dono di Dio

diffusione alta

note nome biblico

onomastico 30 maggio

ma può essere festeggiata anche:

12 dicembre

13 dicembre

 

 

nome Marina

sesso femminile

origine latina

deriva da Marinus

significato Figlio del mare

diffusione alta

onomastico esistono più giorni di onomastico:

18 giugno

17 luglio

18 luglio

 

 

…Giò hai voglia di provare ad analizzarli con me…GIOVANNA:Dono di Dio-MARINA:Figlio del mare…

G. M….davvero una lunga storia d’amore…sai perché???ecco perché ho tutto in centrifuga, non mi riconosco non vado in pausa…ecco perché a volte non mi riconosco…Giò non so chi sono…ti può sembrare strano…già…Giovanna, la parte spirituale…l’anima…Marina, il mare, le onde, le passioni…ecco perché molte volte mi perdo…non so chi sono…non ho un equilibrio…Marina il nome pensato è quello che mi rappresenta molto ed ora Giò ho capito anche il perché di questo richiamo così forte…verso il mare…mentre Giovanna è l’altra me…quello che sono dovuta essere…non so spiegarti bene…ma tu sai quanta anima e passione vivono in me…già…G. M…davvero una lunga storia d’amore…ora ho capito perché a volte sono così in bilico, non mi riconosco…perché sono un po’ l’essenza di tutte e due…già…Giò…Marina è la tua bambina interiore…che non ha mai voluto farsi annientare e finalmente hai imparato ad ascoltarla con tutta la passionalità ed il turbinio delle onde del mare…o della calma quando è in bonaccia…Giò  forse ci sei…perché sai che Marina è viva è con te…è nella parte più interna e protetta del tuo cuore e della tua anima e Giovanna le ha dato la possibilità di ascoltarla…si G: M:::M. G:::una lunga storia d’amore, un bellissimo specchio…per incontrarsi…per specchiarsi, per parlarsi, per ascoltarsi…ed a volte proprio come mi ha appena scritto un amico mi perdo davvero e sto male…ma non ne posso fare a meno….il richiamo è davvero forte…e leggo le tue parole e piango…si il mio cuore ha davvero bisogno…Lo so, Giovanna cara,
tu sei alla ricerca di un pò d'amore e a volte ti svegli e senti una voce potente che ti chiama verso di lui! In quei momenti lui diventa IL PARADISO PERDUTO: sai bene che è un miraggio, ma ... non puoi farne a meno.

già Giò…sai che è proprio così…ti basta poco un refolo di vento….e tu ritorni tra le onde…vuoi scappare da Milano come dice il mitico Proff Roberto…Milano mia, portami via, fa tanto freddo schifo e non ne posso più…e dove vai…già tra le onde del mare…e vivo emozioni e sensazioni davvero uniche…per un amore che per me diventa davvero il Paradiso Perduto…

Un istante.... Un'emozione
Una sensazione... un contatto
Una gioia .... Una lacrima
Una risata... un dolore
Un colore... un sapore
Un odore.. un profumo...
Uno scivolare... un esplorare
Un delicato intreccio... un appassionato specchio
Un rincorrersi.... Un perdersi
Un soffiare.... Un graffiare
Un letto.... Una doccia
Un mare per spingersi al largo... un cielo per volare più in alto

Un aspettarsi...un farsi sorprendere…Un mondo…noi due…

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Parole di saggezza...OSHO

...la dimensione dell'avere è sempre la dimensione della scontentezza.

...l'Amore deve essere appreso è la più grande arte che esista.

...l'Amore è molto più difficile: è danzare con qualcun'altro. E' necessario l'altro per conoscere cosa sia la danza. Adattarsi a qualcuno è una grande arte; creare un'armonia tra due persone...due persone significano due mondi diversi. Quando due mondi si avvicinano è naturale che si scontrano, è difficile creare armonia. L'amore è armonia. E la felicità, l'armonia e il benessere fioriscono solo dall'amore. Imparate ad amare.

...l'Amore non è una passione. L'Amore non è una emozione. L'amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l'altro ti completa. Qualcuno ti rende un cerchio perfetto; la presenza dell'altro rinforza la tua presenza. L'amore dà la libertà di essere se stessi, non è possessività

...molte angosce, molte ansie, riuscirai ad attraversarle tutte, e il tuo amore continuerà a fiorire sempre di più, perché tutte quelle situazioni saranno delle sfide. Superandole il tuo Amore si rafforzerà sempre di più.

…l’Amore conosce l’inizio ma non la fine….

L’Amore non è un bisogno ma un traboccare…
L’amore è un lusso. E’ abbondanza. Significa possedere così tanta vita che non sai più cosa farne, quindi la condividi.
Significa avere nel cuore infinite melodie da cantare; che qualcuno ascolti o no è irrilevante. Anche se nessuno ascolta, devi comunque cantare, devi danzare la tua danza.

Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore. Deve trattarsi di altro, perché amore e libertà vanno a braccetto, sono due ali dello stesso gabbiano.

Ogni volta che vedi il tuo amore in conflitto con la tua libertà, significa che stai facendo qualcos’altro in nome dell’amore.

 

Giò allora come va…ma davvero  dopo questa lunga chiacchierata e questa bellissima storia d’amore tra G.M…posso solo aver voglia di cantare a squarciagola una bellissima canzone del grande Proff Roberto…sogna ragazzo sogna…va dove ti porta il cuore e non fermare ogni volo d’anima che hai…

…cosa posso dire ancora che so che il periodo buio non è ancora finito…ma so che devo ascoltarmi ed amare anche me…questo Giò non lo dimenticare mai…ovunque sei abbi sempre cura e rispetto di te…una carezza alla tua anima…ciao Giogiò



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martedì, 22 gennaio 2008

 

...grazie...

...vorrei lasciare poche righe per dire il mio grazie ad ognuno di voi...so che in questo periodo non ci sono non sono molto presente...ma devo affrontare diverse cose con difficoltà...e sento la vostra presenza...so che passate in silenzio e vi chiedo con tutto il cuore grazie...questa sera poi guardando la luna...mi sono detta che devo ancora sognare...grazie davvero...

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